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Il progetto di Gesù - Presentazione di Pasquale Misuraca PDF Stampa E-mail
Indice
Il progetto di Gesù
Il perché e il per chi di questo libro
Presentazione di Pasquale Misuraca
Presentazione di Luis Razeto Migliaro
Presentazione di Raúl Rosales
Presentazione di Marilin Donovan
Recensione di Franca Romano
Tutte le pagine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pasquale Misuraca, presentazione del libro Il progetto di Gesù.

Santiago de Chile, 14 luglio 2009.

 

 

INCONTRO

1...Cosa c’è di interessante nella figura di Gesù per un agnostico, che non sa se c’è Dio e se esiste una vita eterna? Cosa ha trovato di illuminante nelle sue parole e nelle sue azioni, questo adolescente italiano, verso la metà del secolo scorso, e che lo ha accompagnato lungo la giovinezza, la maturità, e lo ha condotto qui, alle soglie della vecchiaia, di fronte a voi?

2...Tutto cospirava contro il mio incontro con Gesù. Sono nato, ed ho vissuto la mia infanzia e adolescenza in una famiglia da diverse generazioni irreligiosa – imbevuta della grande cultura illuminista europea. La società italiana, da parte sua, era caratterizzata da una religiosità esteriore, da un cristianesimo conformista. Tutto ostacolava il riconoscimento di questo mio, di questo nostro fratello maggiore. Dico “nostro” - nostro fratello maggiore - perché ritengo che Gesù sia patrimonio dell’umanità intera, non appartenga esclusivamente a nessuno, e anzi appartiene, come la pioggia, a tutti.

 

RIDUZIONE

3...Gesù, invece, è stato sempre oggetto di appropriazioni esclusive, di ossessive riduzioni. I suoi discepoli stessi lo hanno più volte spinto a concepire e compiere azioni che implicavano una riduzione del suo progetto integrale. Da allora e fino ad oggi, Gesù è stato di volta in volta ridotto a un predicatore o ad un profeta, è stato spiegato alla luce della cultura romana o greca, è stato considerato in principio esseno o fino alla fine ebreo, e le diverse chiese cristiane lo rivendicano ciascuna per sé in una sua particolare versione.

4...Gesù ha sofferto e soffre del destino di tutti i grandi intellettuali, di tutti i grandi spiriti, ridotti dai seguaci e dagli avversari alla loro particolare misura, ai loro determinati bisogni, ai loro limitati orizzonti. Ebbene, penso che occorra liberarsi di tutte queste tentazioni riduttive e farsi un’idea più vasta e profonda, più comprensiva e leggera, della sua figura e del suo progetto. Un progetto che lui stesso ha difeso dai tentativi di riduzione dei seguaci e degli avversari del suo tempo, e che noi dobbiamo ricostruire e sviluppare seguendo le sue stesse indicazioni metodiche.

 

SUPERAMENTO

5...Che rapporto ha avuto Gesù con la cultura del suo tempo? Un rapporto non ripetitivo, un rapporto costruttivo. Gesù ha appreso, ha vissuto, ha amato la cultura nella quale si è trovato a vivere, ma non si è limitato a servirla conformisticamente, ha lavorato con tutte le sue forze per superarla criticamente. Un superamento continuo della propria cultura, vissuta come punto di partenza e non come punto di arrivo, mettendo in gioco ed a disposizione le proprie esperienze e le proprie idee, inventando, dando sempre nuove soluzioni a nuovi problemi.

6...Questo ho ammirato come esemplare in Gesù: il quotidiano, ininterrotto, inesausto superamento della cultura data, secondo un modo non difensivo e non aggressivo di considerare e vivere l’identità culturale. Diverse culture hanno elaborato fino in fondo questa posizione. L’antica cultura greca, per esempio: “Il Sole è nuovo ogni giorno” – dice Eraclito, “il Sole è continuamente nuovo” – perfeziona Aristotele. La contemporanea cultura cristiana tocca, secondo me, il suo vertice in questa direzione con Esteban Gumucio, religioso e poeta cileno: “No quiero ser copia de nadie / pues soy imagen de Dios.”

 

PLASTICITA’

7...Di conseguenza, dichiarandomi ‘agnostico’, come ho fatto al principio di questa breve presentazione del libro che ho scritto con Luis Razeto, ho voluto soltanto chiarire il punto di partenza delle mie attuali convinzioni, e sono pronto, in ogni momento e in ogni luogo, e quindi qui ed ora, a trasformarmi intellettualmente e moralmente, in presenza di argomenti migliori. Sono insomma aperto al dialogo – ascoltare e dire – di più: alla discussione – scuotersi reciprocamente le radici – e alla conversazione – ‘cambiare verso con’ l’altro. Se io esco da un incontro esattamente come ci ero entrato, ritengo quell’incontro una occasione perduta.

8...Gesù modello di ‘superamento’, Gesù modello di ‘plasticità’: egli entra in relazione aperta attraverso molti linguaggi (discussione, detti, azioni, parabole, miracoli), partendo sempre dall’altro come effettivamente è, dal problema reale attuale della persona concreta. Non trascina l’altro nel proprio schema per dominarlo, ma costruisce, con l’altro, una soluzione storicamente progressiva. La realtà è concepita da Gesù non come un sistema di strutture rigide al quale bisogna rassegnarsi, adattarsi, ma come un sistema di rapporti di forze che occorre conoscere per trasformare. Gesù modello di plasticità costruttiva.

9...La rappresentazione che ne ha dato il cineasta italiano Pier Paolo Pasolini nel film Il Vangelo secondo Matteo è memorabile da questo punto di vista. Tuttavia, l’opera di Pasolini ha un limite. Un limite ideologico. Il limite ideologico proprio di Matteo, il quale scrive per gli ebrei del suo tempo, e perciò tende a interpretare Gesù come colui che compie la tradizione ebrea, realizzando le profezie dell’Antico Testamento. Ma così facendo riduce la novità e l’autonomia del progetto di Gesù.

 

I VANGELI SONO LIBRI

10...Noi conosciamo la figura e il progetto di Gesù soprattutto attraverso i Vangeli. I Vangeli sono libri. Tutti i libri hanno i propri autori. Tutti gli autori sono ispirati. Omero, l’autore dell’Iliade, era ispirato dalla Musa. Thomas Mann, l’autore della Montagna Incantata, parlava dello “spirito della narrazione”. Marco, l’autore del primo Vangelo - il Vangelo secondo Matteo, e poi gli altri evangelisti, da Dio.

11...Ma cosa vuol dire che ogni autore di ogni libro, nessuno escluso, è ispirato? Vuol dire che nessun autore scrive da solo, che ogni autore parla con la voce propria e nello stesso tempo con la voce di qualcosa più grande di lui.

12...Questo vale per ogni essere umano. “Noi siamo un colloquio” – dice uno psicologo e scrittore italiano, Eugenio Borgna. Nello stesso tempo ogni essere umano è unico. E ogni autore è unico. Ora, come ogni essere umano ha i suoi bisogni, i suoi desideri, ogni autore di ogni libro ha i suoi bisogni, i suoi desideri.

13...Ogni autore, quando scrive, serve due padroni. Ogni libro è duplice, e in qualche misura contraddittorio. Da un lato tende alla generalità – a dare voce alla realtà effettuale, alla verità assoluta, a tutti, al genere umano nella sua interezza – dall’altro lato tende alla particolarità – a dare voce alla realtà singolare dell’autore, alla sua verità, ai bisogni e desideri suoi individuali e dei vari gruppi particolari dei quali partecipa nella sua vita sociale e intellettuale.

14...Ogni libro oscilla tra la tentazione della parzialità e la elevazione alla generalità. Anche i Vangeli. Gli autori dei Vangeli (come tutti gli autori: ‘autore’ etimologicamente è ‘colui che accresce la realtà, aumenta la cultura’), gli autori dei Vangeli – dicevo - hanno voluto aumentare l’insieme dello scibile e del fruibile, e nello stesso tempo hanno voluto iniziare una cultura particolare, elaborando i bisogni, i desideri, di un determinato gruppo: i cristiani – coloro che individuano e venerano in Gesù di Nazareth Gesù il Cristo.

 

GESU’ IL CRISTO E GESU’ DI NAZARET

15...Ecco, penso che nei Vangeli si possono individuare due figure di Gesù, non coincidenti, e in più punti contraddittorie. La figura di Gesù il Cristo, la figura particolare costruita dai cristiani in quanto cristiani, e la figura di Gesù di Nazareth, la figura generale che riguarda l’intero genere umano: un punto non più di divisione bensì di unione fra tutti gli uomini di buona volontà – religiosi di tutte le religioni, agnostici, atei, indifferenti.

16...Gesù di Nazareth è una figura più comprensiva, ed ha elaborato un progetto più vasto, di quanto siamo stati abituati a pensare nel vecchio mondo. Un mondo ormai sconvolto da una crisi di civiltà. Gesù di Nazareth ci spinge al superamento di questa crisi attraverso il superamento di noi stessi, delle nostre culture particolari di partenza. Questo ha fatto lui nel suo tempo: ha superato – ogni giorno, ogni notte - la cultura data per costruirne incessantemente un’altra, di volta in volta teoricamente e praticamente superiore. Questo dobbiamo fare noi, nel nostro tempo: fare ciò che lui farebbe qui e oggi, non ripetere ciò che lui ha fatto in Palestina duemila anni fa. Riusciremo in questa impresa, avvieremo la costruzione di un mondo nuovo, nella misura in cui non saremo rigidi, compiaciuti di ciò che siamo, ma plastici, desiderosi di ciò che possiamo diventare.

 

( Il libro 'Il progetto di Gesù' è da due anni diventato parte dell'ebook Vangelo laico secondo Feliciano )